Scritto anche culachi, erano contadini agiati che possedevano grandi appezzamenti di terreno utilizzati dai mezzadri. Alla morte di Lenin, con la collettivizzazione attuata da Stalin, i kulaki divennero improvvisamente nemici dello stato e, i bolscevichi, iniziarono a usare il termine per indicare con disprezzo i contadini agiati. Iniziò allora un sistematico rastrellamento per la deportazione di questa categoria nei gulag sovietici.
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