Il 30 luglio 1942 mentre si procedeva allo schieramento del 120°, i russi sferrarono un potente attacco sostenuto da 24 carri da 34 tonnellate e 16 da 26 tonnellate con l’obiettivo di sorprendere le truppe italiane. Il II gruppo del 120° cannoni da 75/27 mod. 11 riportò notevoli danni mentre la batteria controcarro e i pezzi appena schierati del I gruppo del 120° di obici da 100/17 mod.14 e del III gruppo del 120° cannoni da 75/27 mod. 11 risposero con violento contrattacco alla formazione corazzata avversaria.
L’azione del 120° Reggimento artiglieria motorizzato arginò gli attacchi dei carri in movimento, dalle minime distanze di 30-40 metri agli oltre 300 metri. A causa delle perdite i russi furono costretti a ritirarsi rinunciando alla lotta concedendo all’artiglieria italiana di conquistare la testa di ponte costituitasi a Serafimovic.
Dall’interrogatorio di prigionieri si seppe che alcuni dei carri armati erano appena usciti dalla fabbrica di Stalingrado. Alla fine 14 carri russi su 39 erano rimasti su terreno mentre per la Divisione Celere morivano 12 soldati e un ufficiale, un disperso in battaglia, 43 soldati e 11 ufficiali feriti. Il II gruppo del 120° perse 10 cannoni da 75/27, 2 mitragliere da 20 mm, 7 trattori TL 37 e 13 autocarri.
